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E' meglio un contatore trifase o monofase?

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Una fornitura elettrica può essere monofase o trifase. Cosa significa e come scegliere il contatore adatto alla tua situazione? Scopri quali differenze ci sono nell'attivazione di un nuovo contatore monofase o trifase e quali sono i costi per la sostituzione del contatore monofase.


Cosa cambia tra impianto monofase e trifase?

contatore monofase trifase

Iniziamo prima di tutto a capire qual è la differenza tra un impianto trifase e uno monofase. Nel primo caso il sistema si basa su tre cavi di fase con la presenza del cavo di neutro. La connessione monofase viene ricavata da quella trifase impiegando un unico cavo di fase ed il neutro.
La produzione di energia elettrica nelle grandi centrali, così come la trasmissione e la distribuzione nel territorio, avvengono in trifase per ragioni sia tecniche che economiche. Per gli impianti domestici normalmente si utilizza un sistema monofase, derivato dalla corrente trifase che arriva alla cabina di trasformazione.

  • Una differenza sostanziale tra i due sistemi è la tensione:
  • Utenza monofase: la tensione tra la fase ed il neutro è pari a 230 V
  • Utenza trifase: si avrà una tensione di 400 V tra due fasi e di 230 V tra fase e neutro

Il sistema trifase viene impiegato in genere quando si ha un carico elettrico maggiore oppure un apparecchio elettrico che funziona con la corrente trifase. Con un contatore trifase è comunque possibile avere un impianto monofase usando una delle fasi ed il cavo di neutro.

Come scegliere il contatore monofase o trifase?

Al momento di attivare un'utenza della luce il cliente ha la possibilità di scegliere se richiedere una connessione con un contatore monofase oppure trifase. La scelta dipende fondamentalmente dalle apparecchiature elettriche utilizzate. I grandi consumatori, come laboratori o industrie, solitamente vengono connessi con una fornitura trifase.

Il contatore della luce è diverso per il sistema monofase e trifase!

Nelle classiche utenze domestiche l'impianto elettrico è monofase, poiché si ha un risparmio economico sull'impianto stesso e la trifase non è necessaria nella maggior parte dei casi. L'illuminazione e tutti i comuni elettrodomestici funzionano infatti con la corrente monofase. In alcune situazioni vi è l'esigenza della trifase, ad esempio se abbiamo in casa una pompa elettrica per la piscina o per il pozzo, oppure per macchinari particolari come trapani a colonna, compressori o seghe circolari. Un altro esempio può essere l'installazione di una pompa di calore trifase che richiede una connessione tale.

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Sistema
Vantaggi
Svantaggi
Trifase
  • Generatore più funzionale ed affidabile
  • Ottimizzazione nel trasporto
  • Possibilità utilizzo motori trifase (semplici ed efficienti)
  • Non convenienti per piccole utenze (domestiche)
  • Difficoltà per abbinarli a batterie
Monofase
  • Utilizzo per illuminazione e riscaldamento
  • Utilizzo nella trazione elettrica
  • Trasmissione per grandissime distanze e per cavi sottomarini
  • Non producono un campo magnetico rotante, utile ai motori elettrici

Quando installare un contatore trifase?

Trasmissione in trifase

La corrente trifase viene in genere impiegata quando i carichi sono di una certa entità. Per questo motivo un'utenza trifase da 1,5 kW di potenza ha poco senso se non in casi eccezionali. Per potenze superiori a 6 kW si utilizza nella maggior parte dei casi la connessione trifase per evitare problemi di squilibrio sulla rete. In ogni caso è il distributore locale che ha il potere decisionale poiché è il soggetto responsabile della gestione della rete elettrica. Ad esempio la richiesta di una fornitura monofase di potenza pari a 10 kW può essere respinta dal distributore per evitare inconvenienti tecnici di squilibrio sulla rete e di cadute di tensione.

La potenza massima prelevabile dalla rete è pari alla somma delle potenze sulle tre fasi.

Per utenze fino a 30 kW la potenza massima disponibile è pari a quella contrattuale (potenza impegnata) maggiorata di un 10%. Ad esempio un'utenza con potenza impegnata di 6 kW potrà assorbire al massimo 6,6 kW, non per forza equamente distribuiti sulle 3 fasi. Ciò significa che su una sola fase si potranno assorbire anche 6 kW. Naturalmente nel regolare funzionamento l'utenza dovrà avere i carichi il più possibile equilibrati su tutte e tre le fasi. L'elettricista si preoccuperà di predisporre l'impianto elettrico in maniera adeguata.

Qual è il costo per l'allaccio di un contatore trifase?

Se il contatore non è presente dovrai richiedere un allacciamento della luce. I costi per effettuare tale operazione comprendono:

  • quota fissa: circa 27 €
  • quota che dipende dalla distanza dalla cabina di trasformazione più vicina:
    • ca. 184 € fino a 200 m e indipendentemente dalla distanza se casa di residenza
    • più ca. 92 € da 200 a 700 m (per ogni 100 metri o frazione superiore a 50 metri)
    • più ca. 184 € da 700 a 1.200 m (per ogni 100 metri o frazione superiore a 50 metri)
    • più ca. 368 € oltre i 1.200 m (per ogni 100 metri o frazione superiore a 50 metri)
  • quota che dipende dalla potenza disponibile richiesta (circa 70 € a kW)

Installare un contatore trifase o monofase nelle stesse condizioni ha lo stesso costo.

Diverso è il caso in cui sia già presente un contatore e quindi si deve valutare bene l'opzione della sostituzione del contatore, con l'aumento di potenza impegnata oppure dell'installazione di un nuovo contatore. Per ulteriori informazioni vedi i successivi paragrafi sul cambio del contatore. Nel caso si voglia solamente aumentare la potenza impegnata il costo prevede una quota fissa (circa 27 €) e una quota pari a circa 70 € a kW.

Quali sono i costi fissi del contatore trifase?

I costi fissi della bolletta variano in base:

  • alla tipologia di utenza (domestico residente o meno, non domestico.. ) e 
  • alla potenza impegnata

Se queste condizioni sono identiche non c'è differenza di costo nella bolletta con il contatore trifase rispetto a quello monofase. In realtà, oltre ai costi fissi, non varia neanche il prezzo a kWh che si paga per la quota variabile. C'è da considerare però che un impianto trifase ha dei costi di realizzazione più elevati.

Meglio 3 kW o 4,5 kW per la tua abitazione? Ecco come scegliere la giusta potenza del contatore per uso domestico.

Come risparmiare con un cambio di contatore o di potenza

In occasione di un cambio del contatore della luce o della potenza impegnata puoi verificare l'opportunità di risparmio sulla bolletta con una tariffa più conveniente. Il cambio di fornitore è gratuito e senza impegno.

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Cambio contatore da trifase a monofase

Poniamo il caso in cui nella casa o nel locale è già presente un contatore trifase perché il vecchio proprietario ne aveva la necessità. Nel caso in cui non ti serva più la corrente trifase, potrebbe convenire comunque lasciare la fornitura trifase esistente. Come già specificato nel precedente paragrafo, a parità di potenza contrattuale, non vi è alcuna differenza di costi nella bolletta, sia come costi fissi che come prezzo dell'energia al kWh. Detto ciò, se la potenza necessaria è la stessa, non conviene procedere con la sostituzione del contatore con l'aggravio di costi che ne consegue. 

Cambio contatore da monofase a trifase

Se è già presente un contatore monofase e desideri avere una fornitura trifase, sono due le possibili opzioni:

  1. Sostituire il contatore con uno trifase con potenza adeguata a sostenere tutti i carichi
  2. Installare un secondo contatore trifase

In quest'ultimo caso utilizzerai il vecchio contatore monofase per i carichi in monofase (abitazione) ed il secondo per i macchinari che lavorano in trifase. L'opzione di farne installare uno nuovo ha lo svantaggio di dover pagare i costi fissi per due diversi contratti ma questa soluzione potrebbe convenire se ad esempio il primo contatore ha un contratto domestico residente di 3 kW con la tariffa agevolata D2.

Le tariffe D2 e D3 sono state eliminate! Con la Riforma Tariffaria del 2017 è stata introdotta un'unica tariffa la Tariffa TD per i servizi di rete. Clicca qui per maggiori dettagli sulla tariffa.

Se si tratta di un'unica unità abitativa il secondo contatore dovrà avere obbligatoriamente la tariffa altri usi (BTA, usi diversi dall'abitazione). Nel caso in cui l'impegno della trifase è limitato nel tempo potrebbe risultare più conveniente, laddove possibile, l'utilizzo di un generatore.

Con il contatore trifase pago l'energia reattiva?

L'energia reattiva è un'energia di scambio che non viene consumata ma assorbita e poi immessa nuovamente in rete. Quando è necessario un campo magnetico per il funzionamento di un'apparecchiatura, questa consumerà energia reattiva. I motori elettrici ma anche le lampade al neon e i comuni televisori, consumano energia reattiva. Questo tipo di energia deve essere limitata poiché viene comunque trasportata sulla rete aumentando le perdite. Nelle utenze domestiche, dove la potenza ed i consumi sono relativamente bassi, l'energia reattiva è trascurabile. Ciò non è valido per le forniture maggiori, per le quali è previsto un costo aggiuntivo se si superano determinati valori soglia.

Il contatore elettronico contabilizza l'energia reattiva se la potenza è superiore a 16,5 kW.

La quantità di energia reattiva dipende dal corretto funzionamento dei macchinari. Per questo è buona norma rifasare le apparecchiature elettriche in maniera opportuna per contenere i consumi di energia reattiva.

Assicurati di non pagare troppo in bolletta: falla analizzare gratuitamente da un esperto!

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