Come leggere l'etichetta energetica del televisore
L'etichetta energetica dei televisori è stata aggiornata nel 2021 con la stessa revisione che ha coinvolto altri elettrodomestici. La nuova scala riparte da A (più efficiente) a G, ma la classe A è intenzionalmente vuota: i modelli in vendita oggi occupano prevalentemente le fasce da B a E, e la fascia "alta" è riservata a tecnologie future. Un televisore venduto come "classe C" nella nuova scala è quindi un prodotto di buona efficienza, non un prodotto mediocre.
Il dato più utile per capire la spesa reale è il consumo annuo in kWh, calcolato dall'etichetta su una base di circa quattro ore di utilizzo al giorno. Se guardi la TV più o meno di quattro ore, riscala proporzionalmente. A questo dato puoi applicare il prezzo del tuo contratto elettrico per stimare la spesa annua: con un prezzo di 0,25 euro/kWh e un televisore che consuma 100 kWh/anno, la spesa è di 25 euro all'anno.
Consumi effettivi: cosa cambia rispetto all'etichetta
L'etichetta fa riferimento alla modalità standard, cioè le impostazioni di fabbrica con il risparmio energetico attivato. Nella realtà, molte persone aumentano la luminosità o il contrasto rispetto alle impostazioni predefinite, il che può aumentare il consumo del 20-40%. Un televisore OLED da 55 pollici in modalità "vivida" può consumare il doppio rispetto alla modalità standard. Se vuoi ridurre i consumi senza impatto visivo rilevante, abbassare la luminosità del 20-30% è spesso la modifica più efficace.
Un altro fattore spesso ignorato è il consumo in standby. I televisori moderni restano in ascolto per comandi vocali e aggiornamenti software anche quando sembrano spenti: il consumo in standby varia da 0,5 a 3 watt, che su base annua significa 4-26 kWh. Non è una cifra enorme presa da sola, ma se sommata a tutti gli altri dispositivi in standby in casa, l'effetto si somma.
Tecnologia e dimensioni: come incidono sui consumi
La tecnologia del pannello ha un impatto significativo sui consumi. I televisori LED LCD sono generalmente i più efficienti nelle scene con sfondo luminoso, mentre gli OLED consumano di più nelle scene luminose (perché ogni pixel emette luce propria) e di meno nelle scene scure (i pixel neri si spengono del tutto). In un uso misto, la differenza tra le due tecnologie è limitata, ma su film con molto nero (cinema, serie TV) l'OLED è spesso più efficiente.
Le dimensioni dello schermo hanno un effetto molto più marcato: un televisore da 75 pollici consuma tipicamente il 70-90% in più di uno da 43 pollici con la stessa tecnologia. Se l'obiettivo è ridurre i consumi, scegliere la dimensione adeguata alla distanza di visione è più efficace di qualsiasi altra ottimizzazione. Per una distanza di 2,5-3 metri, un 55 pollici è spesso più che sufficiente.
Quanto costa tenere il televisore acceso tutto l'anno
Per stimare la spesa annua del tuo televisore, moltiplica la potenza in watt per le ore di utilizzo giornaliere, poi per 365, e dividi per 1.000 per ottenere i kWh. Un televisore da 100 W usato 4 ore al giorno consuma 146 kWh all'anno. A 0,25 euro/kWh, la spesa è di circa 36 euro all'anno, una cifra modesta rispetto ad altri elettrodomestici come il frigorifero (sempre acceso) o il condizionatore. Dove invece il televisore può fare la differenza è nel consumo in standby e nell'abitudine di tenerlo acceso come sottofondo senza guardarlo attivamente: in quel caso, il consumo effettivo può essere il doppio del consumo "utile".