Struttura della bolletta del gas

La bolletta del gas segue il formato standardizzato ARERA 2.0, che stabilisce cosa deve essere presente, in quale ordine e con quale livello di dettaglio. Ogni bolletta è strutturata in sezioni ricorrenti: i dati della fornitura (codice PDR, matricola contatore, indirizzo, potere calorifico superiore), il potere calorifico superiore è il coefficiente che converte i metri cubi fisici in Smc, i metri cubi standard usati per la fatturazione, i dati di fatturazione (periodo di competenza, importo totale, scadenza e modalità di pagamento), il dettaglio degli importi con i consumi espressi in Smc e il relativo costo per voce, e infine le letture del contatore con l'indicazione se si tratta di autolettura, lettura effettiva o stima.

Il codice PDR (Punto di Riconsegna) è un identificativo univoco a 14 cifre del tuo impianto gas. Lo trovi in prima pagina della bolletta, sul contatore o nel contratto. È indispensabile per richiedere un subentro, una voltura o per confrontare le offerte: senza il PDR, il nuovo fornitore non può elaborare la pratica.

Voci di costo della bolletta gas

La tabella mostra il peso percentuale di ciascuna voce sul totale pagato dalla famiglia tipo ARERA (circa 1.400 Smc/anno, uso riscaldamento + cucina + acqua calda). La voce che varia di più, e che determina la convenienza di un'offerta, è la materia prima: dipende direttamente dal mercato all'ingrosso (PSV italiano e TTF europeo) e può cambiare da trimestre a trimestre. Le altre tre voci sono regolate da ARERA e uguali per tutti i fornitori.

Voci di costo bolletta gas
Voce Cosa comprende % sul totale bolletta
Materia prima gas naturale Costo all'ingrosso indicizzato al TTF (Amsterdam) ~40%
Trasporto e gestione contatore Distribuzione, misura, accesso alla rete ~30%
Oneri di sistema Fissati dall'ARERA (stoccaggio, sicurezza, bonus) ~10%
Imposte Accisa regionale variabile + IVA 10% (primi 480 Smc) / 22% (eccedenza e parti fisse) ~20%

Esempio pratico: una bolletta trimestrale da 250 €

La famiglia tipo consuma circa 1.400 Smc/anno per una spesa di circa 1.000 €, ovvero circa 250 € per ogni bolletta trimestrale. Applicando le percentuali della tabella, quei 250 € si scompongono così: circa 100 € per il gas acquistato all'ingrosso, circa 75 € per la rete di distribuzione e il contatore, circa 25 € per gli oneri di sistema e circa 50 € tra accisa e IVA. Tieni presente che nella stagione invernale la bolletta può essere due o tre volte superiore a quella estiva: è normale ricevere bollette trimestrali invernali da 400–600 € per un appartamento di medie dimensioni riscaldato a gas.

Materia prima gas: agganciata al TTF europeo

È il costo del gas naturale acquistato all'ingrosso dal tuo fornitore, che te lo rivende aggiungendo un margine commerciale. Il prezzo di riferimento è il TTF (Title Transfer Facility) di Amsterdam, la principale borsa europea del gas, oppure il PSV (Punto di Scambio Virtuale) italiano. Nelle offerte a prezzo variabile indicizzato questa componente si aggiorna mensilmente o trimestralmente: può essere conveniente in periodi di mercato stabile, ma espone a rialzi improvvisi come quelli del 2022, quando il prezzo del gas è aumentato di oltre il 300%. Nelle tariffe a prezzo fisso il costo è bloccato per la durata del contratto.

Trasporto e gestione contatore: la rete del gas fino a casa

Copre il costo dell'infrastruttura che trasporta il gas dal punto di immissione nella rete nazionale fino al tuo contatore. Include la quota di trasporto sulla rete nazionale (gestita da Snam Rete Gas), la distribuzione locale (gestita dai distributori locali come Italgas, 2i Rete Gas, Toscana Energia e altri a seconda della zona) e la misura dei consumi tramite il contatore. Come per la luce, questi importi sono fissati da ARERA e non cambiano in base al fornitore scelto.

Oneri di sistema gas

Finanziano attività di interesse collettivo legate alla filiera del gas: la sicurezza degli approvvigionamenti e la gestione delle infrastrutture di stoccaggio (fondamentale per affrontare i picchi di consumo invernali), il contenimento delle emissioni climalteranti e il bonus sociale gas per le famiglie in difficoltà economica. Anche questi importi sono stabiliti da ARERA e sono uguali per tutti i clienti domestici della stessa tipologia di utenza.

Imposte: accisa e IVA sul gas

L'accisa sul gas è un'imposta erariale il cui importo varia in base all'uso dichiarato nel contratto (cottura, acqua calda, riscaldamento) e alla regione. L'IVA si applica invece con una soglia: al 10% sulla quota variabile di consumo fino a 480 Smc/anno per uso domestico; al 22% sulla quota variabile oltre i 480 Smc/anno e su tutte le parti fisse della bolletta (quota fissa di trasporto, quota fissa di distribuzione). Per una famiglia che usa il gas principalmente per il riscaldamento, nella stagione invernale è normale che una parte del consumo superi questa soglia e venga tassata al 22%.

Autolettura gas e frequenza di fatturazione

Per evitare bollette basate su stime, e i conseguenti conguagli a sorpresa, conviene inviare la lettura del contatore ogni mese, di norma tra il 20° e il 25° (la scadenza esatta è indicata in bolletta). La lettura deve essere quella attuale del contatore, non la differenza rispetto al mese precedente. I principali fornitori accettano l'autolettura tramite app, portale web o SMS. Chi ha un contatore di seconda generazione (2G) non deve farlo: la lettura viene trasmessa automaticamente al distributore.

La frequenza di fatturazione dipende dai consumi annui: le utenze con consumi oltre 5.000 Smc/anno ricevono bollette mensili, quelle tra 500 e 5.000 Smc trimestrali, quelle sotto 500 Smc bimestrali o quadrimestrali. La maggior parte delle famiglie domestiche rientra nelle fasce con fatturazione trimestrale o bimestrale.

Per confrontare le offerte gas e scegliere il contratto più adatto ai propri consumi reali: 02.8295.8099 (lun-ven 8:30-20:00).