Quando è obbligatorio il certificato APE?

Se stai vendendo un immobile, il certificato APE non è opzionale: deve essere consegnato al compratore prima della firma del rogito, pena la nullità del contratto. Lo stesso vale per la locazione, dove l'APE deve essere allegato al contratto di affitto. È richiesto anche in caso di donazione di un immobile, per le nuove costruzioni e per le ristrutturazioni importanti che coinvolgono oltre il 25% della superficie disperdente dell'edificio.

Il certificato ha una validità di 10 anni dalla data di rilascio, a una condizione importante: l'impianto di riscaldamento deve essere mantenuto in regola con le revisioni periodiche obbligatorie. Se la caldaia non viene revisionata nei tempi previsti, l'APE perde la sua validità anche prima della scadenza decennale. Un dettaglio che molti proprietari scoprono solo quando è tardi.

Classi energetiche APE: da A4 a G

Classi energetiche APE
Classe Efficienza Tipologia
A4, A3, A2, A1 Massima efficienza Edifici a energia quasi zero (nZEB), passivi
B Alta efficienza Edifici ben isolati con impianti efficienti
C, D Media efficienza Standard costruttivo medio
E, F, G Bassa efficienza Edifici vecchi senza isolamento, costi energetici elevati

La classe energetica ha un impatto concreto sul valore dell'immobile e sui costi di gestione. Un appartamento in classe G, ad esempio, può consumare tre o quattro volte più energia rispetto allo stesso appartamento ristrutturato e portato in classe B. Questo si traduce in bollette molto più alte ogni mese, e sempre più spesso in difficoltà a trovare acquirenti o affittuari disposti ad accettare il costo energetico.

Per dare un riferimento pratico: la maggior parte degli appartamenti costruiti in Italia prima degli anni '90 si colloca tra le classi E e G. Le nuove costruzioni devono per legge raggiungere almeno lo standard nZEB (near Zero Energy Building), che corrisponde alle classi A.

Chi rilascia l'APE e quanto costa?

Il certificato APE deve essere redatto da un tecnico abilitato e certificato da un ente accreditato: possono farlo ingegneri, architetti, geometri e periti industriali che abbiano seguito il percorso formativo specifico previsto dalla normativa. Non basta la laurea o l'iscrizione all'albo: il professionista deve risultare nell'apposito registro regionale.

Il sopralluogo è obbligatorio: il tecnico raccoglie i dati planimetrici e costruttivi dell'edificio, esegue foto delle facciate, verifica la visura catastale e analizza le caratteristiche dell'impianto di riscaldamento e raffrescamento. Solo dopo questa fase è possibile calcolare l'indice di prestazione energetica e assegnare la classe.

Il costo varia tra €150 e €250 per un appartamento di medie dimensioni, mentre per ville o immobili più grandi può salire. Nella compravendita il costo è di norma a carico del venditore; nelle locazioni spetta al proprietario. Molti notai e agenti immobiliari possono indicarti tecnici abilitati nella zona, ma è sempre utile confrontare preventivi da due o tre professionisti prima di scegliere.