Quanto costa attivare un contratto luce?

I costi di attivazione sono in parte regolati dall'ARERA e in parte definiti dal singolo fornitore. La componente fissa che tutti i fornitori devono applicare è la quota amministrativa di €27,59, a cui si aggiunge l'imposta di bollo di €16,00 per i contratti stipulati in forma scritta. Il contributo fisso al distributore per la prima attivazione o il subentro è invece pari a €0 per le utenze domestiche.

Costi di attivazione per STG e mercato libero
Voce STG Mercato Libero
Quota amministrativa €27,59 €27,59
Contributo fisso al distributore €0 €0
Imposta di bollo €16,00 €16,00
Deposito cauzionale (senza SDD) Max €11,50/kW (€34,50 per 3 kW) Dipende dal fornitore (spesso €0 con SDD)

Il deposito cauzionale massimo consentito è di €11,50 per ogni kW di potenza impegnata. Per un contratto domestico standard da 3 kW corrisponde a €34,50. Molti fornitori del mercato libero rinunciano al deposito se si attiva l'addebito diretto su conto corrente, quindi vale sempre la pena chiedere.

Documenti necessari per attivare un contratto luce

I documenti richiesti cambiano leggermente a seconda del tipo di operazione, ma il nucleo è sempre lo stesso: dati anagrafici dell'intestatario, potenza in kW, indirizzo completo della fornitura, codice POD (il codice univoco del punto di prelievo, composto da 14 caratteri che iniziano con IT) e documento di identità valido. Serve anche un recapito telefonico che il distributore usa per coordinarsi in caso di necessità di intervento.

Per le operazioni che coinvolgono un cambio di intestatario, voltura o subentro, è necessario avere anche i dati del precedente intestatario: nome, cognome e codice fiscale si trovano in genere sulla bolletta che il vecchio inquilino ha lasciato in casa. Se non si riesce a reperire questi dati, il proprio fornitore può aiutare a recuperarli tramite il Sistema Informativo Integrato (SII).

La prima attivazione

La prima attivazione si applica quando il contatore esiste fisicamente e ha già un codice POD assegnato, ma non è mai stato attivato, situazione tipica delle abitazioni di nuova costruzione. In questo caso il contatore è già stato installato dal distributore ma si trova in stato "non alimentato": basta scegliere un fornitore e richiedere l'attivazione.

La richiesta può essere fatta a qualsiasi fornitore del mercato libero tramite telefono, sito web o punti vendita fisici. Per il Servizio a Tutele Graduali (STG), il servizio di salvaguardia per i clienti domestici non vulnerabili che non hanno ancora scelto un'offerta nel mercato libero, occorre contattare il fornitore di ultima istanza assegnato alla propria zona. In entrambi i casi il fornitore trasmette la richiesta al distributore locale, che effettua l'attivazione fisica.

Esempio pratico: prima attivazione in un appartamento nuovo

Ricevi le chiavi di un appartamento appena costruito: il costruttore ti ha consegnato il codice POD (14 caratteri, inizia con IT) sul libretto dell'impianto o sulla documentazione tecnica. Scegli un fornitore del mercato libero, fornisci POD + dati anagrafici + IBAN. In 5–7 giorni lavorativi il distributore attiva il contatore. Costo: €27,59 di quota amministrativa + €16 di imposta di bollo. Se attivi il pagamento tramite addebito diretto su conto (SDD), non viene richiesto alcun deposito cauzionale.

Come trovare il codice POD se non hai la documentazione

Se non trovi il POD nella documentazione del costruttore, puoi leggerlo direttamente sul contatore elettronico: sui contatori e-Distribuzione (quelli Enel) premi il pulsante grigio per scorrere le schermate, troverai una serie di numeri tra cui il codice cliente, a cui va anteposto il prefisso del tuo distributore (IT001E per e-Distribuzione). In alternativa, il costruttore o l'amministratore di condominio possono fornirtelo, oppure puoi chiederlo al fornitore che hai scelto: tramite il Sistema Informativo Integrato (SII) riesce a recuperarlo con l'indirizzo esatto dell'immobile.

Attivare un contatore chiuso con il subentro

Il subentro si usa quando il contatore era attivo in passato ma è stato chiuso per cessazione del contratto precedente. È la situazione più comune nei cambi di inquilino: il vecchio affittuario ha disdetto il suo contratto prima di andarsene, e il contatore è rimasto "sigillato". Per riaprirlo basta scegliere un fornitore e richiedere il subentro: i costi e i tempi sono analoghi alla prima attivazione.

Per identificare il codice POD del contatore chiuso, la via più semplice è trovare una vecchia bolletta del precedente inquilino. Se non è disponibile, si può leggere il codice direttamente sul contatore elettronico: premendo il pulsante grigio sul contatore Enel vengono visualizzate alcune schermate di dati, tra cui un numero cliente a cui va aggiunto il prefisso del distributore (di solito IT001E per e-Distribuzione nelle zone Enel) per formare il codice POD completo. Se il contatore non è Enel, conviene chiedere al proprio amministratore di condominio o al distributore locale.

Se il contatore è stato chiuso per morosità del precedente intestatario, il nuovo cliente non è tenuto a saldare i debiti altrui. Tuttavia è bene informare subito il fornitore della situazione, perché in alcuni casi il processo richiede una verifica aggiuntiva da parte del distributore.

Tempi di attivazione e rimborsi per i ritardi

I tempi sono regolamentati dall'ARERA con garanzie precise. Una volta ricevuta la richiesta, il fornitore ha 2 giorni lavorativi per trasmetterla al distributore locale. Il distributore ha poi 5 giorni lavorativi per completare l'attivazione. In totale, quindi, il processo non dovrebbe superare 7 giorni lavorativi dalla richiesta, in pratica circa una settimana e mezza, considerando i weekend.

Se i tempi non vengono rispettati, scatta una compensazione automatica a favore del consumatore:

  • €35 per ritardi compresi tra 6 e 15 giorni lavorativi ;
  • €70 per ritardi superiori a 15 giorni lavorativi ;
  • compensazione massima complessiva: €105.

La compensazione viene accreditata direttamente nella prima bolletta, senza necessità di fare richiesta esplicita. Se non dovesse comparire, è possibile reclamare tramite lo Sportello per il Consumatore ARERA.

Come monitorare l'avanzamento della pratica

Dopo aver presentato la richiesta, il fornitore deve inviarti una conferma scritta (via email o posta) con il numero di pratica e la data prevista di attivazione. Se non ricevi nulla entro 2 giorni lavorativi, contatta il fornitore e richiedi la ricevuta: è il documento che attesta il momento di partenza dei termini ARERA. Conserva tutte le comunicazioni ricevute: ti servono per calcolare l'eventuale compensazione e per presentare reclamo se i tempi non vengono rispettati.

Come richiedere il rimborso se arriva in ritardo

Se la compensazione non compare nella prima bolletta nonostante il ritardo sia documentato, puoi presentare reclamo scritto al fornitore (tramite raccomandata A/R o PEC). Il fornitore ha 40 giorni di calendario per rispondere. Se la risposta non arriva o non è soddisfacente, puoi rivolgerti allo Sportello per il Consumatore di ARERA (numero verde 800 166 654) oppure attivare la procedura di conciliazione presso l'apposito sportello ARERA, che è gratuita per il consumatore.

Cambiare l'intestatario del contratto con la voltura

La voltura è la procedura più semplice delle tre: serve quando il contatore è attivo e si vuole semplicemente cambiare il nome sul contratto senza interrompere la fornitura. Capita tipicamente quando si acquista un appartamento il cui proprietario precedente aveva la luce intestata a sé, oppure quando si eredita un immobile.

La voltura può essere richiesta mantenendo lo stesso fornitore del precedente intestatario, oppure contestualmente a un cambio di fornitore. In questo secondo caso i tempi si allungano di qualche settimana, perché è necessario che il nuovo fornitore notifichi quello uscente. In pratica si sommano i tempi della voltura e quelli del cambio fornitore, che in genere si conclude entro un mese dalla richiesta.