Bollette non pagate: quando staccano la luce e il gas?

Il fornitore ha diritto a sospendere la fornitura in caso di mancato pagamento, ma non può farlo immediatamente. La procedura prevede passaggi obbligatori: prima arriva un sollecito ordinario, poi una raccomandata con l'indicazione del termine ultimo per regolarizzare il pagamento. Questo termine deve essere superiore a 15 giorni dalla data di invio della raccomandata. Solo trascorsi ulteriori 3 giorni dall'ultimo giorno utile, una finestra per far arrivare eventuali comunicazioni di pagamento dell'ultimo momento, il fornitore può inviare la richiesta al distributore per il distacco fisico.

Per il gas, il distacco viene eseguito da un tecnico del distributore che appose un sigillo sul rubinetto del contatore. Non è possibile rimuovere il sigillo autonomamente: farlo configura un reato di manomissione del contatore. Per l'elettricità, i contatori elettronici moderni permettono al distributore di ridurre la potenza disponibile da remoto fino al 15% della potenza contrattuale, per un'utenza standard da 3 kW, rimangono disponibili circa 500 W, sufficienti per qualche lampadina ma non per gli elettrodomestici principali.

Ci sono tre situazioni in cui il fornitore non può procedere al distacco: nei giorni festivi e prefestivi, senza aver inviato il preavviso obbligatorio, e per gli utenti classificati come "non disalimentabili" (ad esempio chi utilizza apparecchiature salvavita). In queste situazioni il distacco avviene non appena si rientra nelle condizioni ordinarie.

Se stai avendo difficoltà a pagare, molti fornitori accettano la rateizzazione degli importi: vale la pena contattarli prima che arrivi il sollecito formale.

Come riattivare il contatore sospeso per bollette non pagate

Il percorso per la riattivazione è relativamente diretto: si paga la bolletta insoluta e si comunica l'avvenuto pagamento al fornitore nel modo indicato sulla raccomandata ricevuta prima del distacco. Il fornitore ha l'obbligo di trasmettere questa informazione al distributore entro il giorno stesso o al massimo quello successivo. A quel punto il distributore deve procedere alla riattivazione fisica entro:

  • un giorno feriale dalla ricezione della richiesta, per l'energia elettrica ;
  • due giorni feriali dalla ricezione della richiesta, per il gas.

Se questi tempi non vengono rispettati, scatta automaticamente un indennizzo a favore del consumatore, accreditato nella prima bolletta utile senza necessità di richiesta esplicita.

Qual è il rimborso previsto per la riattivazione in ritardo?

Se il distributore impiega più tempo del previsto per la riattivazione, l'ARERA prevede indennizzi automatici a favore del cliente. Per l'energia elettrica:

Indennizzo previsto in caso di mancata riattivazione - Energia Elettrica
Ritardo nella riattivazione Indennizzo automatico previsto
Entro 2 giorni €35
Entro 3 giorni €70
Oltre 3 giorni €105

Per il gas, l'indennizzo non è graduato per giorni ma per tipologia di contatore:

Indennizzo previsto in caso di mancata riattivazione - Gas
Tipologia contatore Indennizzo automatico previsto
Contatori fino a G6 (domestici) €35
Contatori da G10 a G25 €70

Gli interessi di mora sul ritardato pagamento

Oltre al rischio di sospensione, il mancato pagamento nei termini comporta il calcolo degli interessi di mora per i giorni di ritardo, dalla data di scadenza della bolletta fino all'effettivo pagamento. Per le forniture nel Servizio a Tutele Graduali (STG), il tasso applicato è pari al tasso di riferimento della Banca Centrale Europea (BCE) aumentato del 3,5%. Nel mercato libero, gli interessi di mora e le eventuali penali sono specificate nel contratto di fornitura.

Il costo per la sospensione e la riattivazione per morosità

La sospensione e la successiva riattivazione hanno entrambe un costo a carico del cliente moroso, che si aggiunge agli interessi di mora. Per il gas il costo è generalmente più elevato, perché entrambe le operazioni richiedono l'intervento fisico di un tecnico sul contatore. Per le forniture nel Servizio a Tutele Graduali, i costi dell'energia elettrica includono un contributo oneri amministrativi di €23; per il mercato libero, i costi previsti sono indicati nel contratto di fornitura sottoscritto.

Il precedente inquilino era moroso: cosa fare?

È una situazione frequente: si va a vivere in un nuovo appartamento e si scopre che il contatore è staccato perché il vecchio inquilino non aveva pagato le bollette. La buona notizia è che i debiti del precedente intestatario non ricadono in alcun modo sul nuovo, a meno che non esista un vincolo di parentela. È sufficiente inviare al fornitore una dichiarazione di estraneità rispetto al precedente intestatario e procedere normalmente con il subentro o la voltura.

Vale la pena sapere che le bollette energetiche si prescrivono in 5 anni dalla data di pagamento. Entro questo termine il fornitore può richiedere il saldo di importi risultanti come insoluti nel sistema; superata la soglia, il credito si estingue e il fornitore non può più esigerne il pagamento. Questo vale ovviamente per i debiti intestati al cliente stesso, non per quelli di terzi.