Come funziona l'interruttore magnetotermico
L'interruttore magnetotermico usa due meccanismi di protezione indipendenti:
- Protezione magnetica (cortocircuito): in caso di cortocircuito, la corrente aumenta istantaneamente a valori molto elevati. Un solenoide genera un campo magnetico che aziona il meccanismo di sgancio in meno di 20 millisecondi, interrompendo il circuito prima che i componenti si danneggino
- Protezione termica (sovraccarico): in caso di sovraccarico prolungato (corrente superiore alla portata nominale), una lamella bimetallica si scalda e si incurva, azionando il meccanismo di sgancio dopo secondi o minuti in base all'entità del sovraccarico
La combinazione dei due meccanismi protegge l'impianto in qualsiasi condizione anomala. Esternamente si presenta come un piccolo modulo con una levetta: in posizione abbassata significa che è scattato; va riarmato manualmente dopo aver risolto il problema.
Tipi di interruttori magnetotermici
Modulare, scatolato, aperto: le tre categorie
| Tipo | Corrente nominale | Applicazione tipica |
|---|---|---|
| Modulare (MCB) | Fino a 100 A | Impianti domestici e piccoli uffici |
| Scatolato (MCCB) | Fino a 2.000 A | Impianti industriali e commerciali |
| Aperto (ACB) | Fino a 10.000 A | Media tensione, reti ferroviarie |
Come leggere la sigla: curva e corrente nominale
Nelle case e nei piccoli appartamenti si usano esclusivamente gli interruttori modulari da 6 A (linee di illuminazione), 10–16 A (prese e piccoli elettrodomestici), 20–25 A (cucina, lavatrice, lavastoviglie) e 32 A (piano cottura o climatizzatore). Sono identificati da una sigla tipo "C16" o "B10": la lettera indica la curva di intervento (B = intervento rapido per carichi resistivi; C = standard; D = per motori con alto spunto), il numero la corrente nominale in ampere.
Differenza tra magnetotermico e differenziale
Due dispositivi, due tipi di protezione
I due dispositivi proteggono da rischi diversi e sono entrambi obbligatori negli impianti civili italiani (norma CEI 64-8):
- Magnetotermico: protegge i cavi da cortocircuiti e sovraccarichi; evita incendi nell'impianto ;
- Differenziale (salvavita): protegge le persone da scosse elettriche; interviene quando rileva una corrente di dispersione verso terra (soglia tipica: 30 mA).
Molti modelli combinano entrambe le funzioni in un unico dispositivo ("magnetotermico differenziale"), molto usato nelle ristrutturazioni moderne per risparmiare spazio nel quadro elettrico.
Quando chiamare un elettricista
Se un interruttore scatta frequentemente, soprattutto senza un apparente aumento dei carichi, potrebbe indicare un impianto sovraccarico, un cavo danneggiato o un guasto in un elettrodomestico. Non limitarsi a riarmarlo: ogni scatto ripetuto senza diagnosi aumenta il rischio di incendio o di danni agli apparecchi. Fatti assistere da un elettricista qualificato. Per confrontare le offerte luce: 02.8295.8099 (lun–ven 8:30–20:00).