Quanto costa un kWh di luce oggi
La risposta più usata come riferimento è il prezzo di riferimento ARERA: nel III trimestre 2026 vale 0,316 €/kWh, cioè 31,63 centesimi per ogni chilowattora, imposte comprese. Il profilo su cui ARERA calcola questo prezzo è il "cliente tipo": una famiglia con un contatore da 3 kW e un consumo di 2.000 kWh all'anno, per una spesa annua di 591,86 € nell'anno scorrevole da ottobre 2025 a settembre 2026.
Se in casa i consumi sono più alti, il conto cambia di conseguenza: per il "cliente medio" ARERA, che consuma 2.700 kWh all'anno, allo stesso prezzo la spesa si aggira intorno ai 853 € in dodici mesi. Attenzione a un dettaglio che genera molta confusione: queste condizioni sono riservate ai clienti vulnerabili ancora serviti in Maggior Tutela. Per tutti gli altri il prezzo lo fa il contratto sottoscritto nel mercato libero, e il valore ARERA serve come termine di paragone, non come tariffa applicata.
| Voce | Prezzo | Cosa comprende |
|---|---|---|
| Prezzo tutto compreso | 0,316 €/kWh | Energia, rete, oneri, imposte e IVA |
| Sola energia, tariffa monoraria | 0,154 €/kWh | Componente energia, imposte escluse |
| Sola energia, fascia F1 | 0,144 €/kWh | Ore di punta, giorni lavorativi |
| Sola energia, fasce F2 e F3 | 0,159 €/kWh | Sere, notti, weekend e festivi |
Le offerte del mercato libero pubblicizzano il prezzo della sola energia, quindi una cifra vicina a 0,154 €/kWh. Il prezzo che risulta dividendo la bolletta per i kWh consumati è invece quello tutto compreso, più vicino a 0,316 €/kWh. Sono due misure differenti: confrontare l'una con l'altra è l'errore più comune quando si valuta un'offerta.
Come trovare il prezzo che paghi davvero
Il chilowattora è l'unità con cui si misura l'energia consumata: equivale a un apparecchio da 1.000 watt tenuto acceso per un'ora. In bolletta il costo unitario compare nella sezione Spesa per la materia energia, ma quello non è il prezzo finale. Per sapere quanto stai pagando in realtà, prendi il totale della bolletta e dividilo per i kWh consumati nel periodo: il risultato comprende tutto, comprese le quote che paghi a prescindere dai consumi.
Se il numero che ottieni è molto più alto del riferimento ARERA, nella maggior parte dei casi la causa non è il prezzo dell'energia ma il peso delle quote fisse su consumi bassi. Se invece cerchi la differenza fra le due unità che compaiono in bolletta, la spiegazione sta nella guida su differenza tra kW e kWh.
Perché chi consuma poco paga più a kWh
Una parte della bolletta non dipende dai consumi: la quota potenza vale 23,72 € per ogni kW impegnato all'anno, e insieme alle altre quote fisse resta in fattura anche a consumo zero. Quando i kWh consumati sono pochi, quelle quote si spalmano su poca energia e il costo medio per kWh sale; al crescere dei consumi vengono diluite e il prezzo medio scende.
È il motivo per cui una seconda casa usata poche settimane all'anno può arrivare a un prezzo per kWh doppio rispetto a un'abitazione di residenza con gli stessi contratti, e per cui confrontare il proprio prezzo con quello di un vicino ha senso solo a parità di consumo annuo. Per un ordine di grandezza di quanto consuma una famiglia italiana, vedi i consumi medi di energia elettrica.
Le componenti del prezzo: cosa paghi davvero
ARERA scompone il prezzo tutto compreso in cinque voci. Solo le prime due dipendono dal fornitore e dall'offerta scelta: le altre tre sono stabilite dall'Autorità e dallo Stato, e sono identiche per chiunque, qualunque contratto abbia.
| Componente | Quota energia | Peso | Chi la fissa |
|---|---|---|---|
| Approvvigionamento dell'energia | 16,92 c€/kWh | 53,5% | Mercato |
| Commercializzazione al dettaglio | 2,11 c€/kWh | 6,7% | Fornitore |
| Trasporto e gestione del contatore | 6,18 c€/kWh | 19,5% | ARERA |
| Oneri di sistema | 3,32 c€/kWh | 10,5% | ARERA |
| Imposte, IVA e accise | 3,10 c€/kWh | 9,8% | Stato |
La conseguenza pratica è netta: cambiando fornitore puoi agire solo sulle prime due voci, che insieme pesano circa il 60% del totale. È comunque il blocco più grande, ed è per questo che un confronto fra offerte resta il modo più diretto per abbassare la spesa. Le altre voci non si negoziano: gli oneri di sistema valgono 3,32 c€/kWh per tutti, e le tariffe di rete sono quelle stabilite dall'Autorità per l'energia.
Monoraria, bioraria o trioraria: il prezzo cambia con l'ora
Il prezzo dell'energia può variare in base al momento in cui la consumi. Le fasce orarie sono definite da ARERA e sono le stesse per tutti i fornitori, quindi non dipendono dall'offerta che sottoscrivi.
Le fasce F1, F2 e F3
Una tariffa monoraria applica lo stesso prezzo a tutte le ore e non richiede di pensare a quando consumi. La bioraria distingue F1 da F2 e F3 unite, la trioraria tiene le tre fasce separate. Il dettaglio degli orari è nella guida sulle fasce orarie.
Quando conviene una tariffa a fasce
La differenza fra F1 e le fasce serali si aggira su pochi centesimi per kWh, quindi la bioraria rende solo se una parte reale dei consumi si può spostare. Funziona bene con lavatrice e lavastoviglie programmate di notte, con la ricarica di un'auto elettrica o con una pompa di calore che lavora nelle ore fuori punta. Non funziona per chi sta in casa di giorno e ha i picchi di consumo a pranzo e nel primo pomeriggio, dove il grosso del prelievo cade proprio in F1.
Prima di cambiare, guarda le fasce già riportate nelle tue bollette: se F1 raccoglie più della metà dei kWh, una tariffa monoraria è quasi sempre la scelta più semplice e conveniente. Un contatore 2G già predisposto misura le fasce senza costi di attivazione, quindi il passaggio non comporta spese tecniche.
Prezzo fisso o indicizzato: quale scegliere
Nel mercato libero il prezzo dell'energia può essere bloccato dal fornitore oppure seguire il mercato all'ingrosso. È la scelta che pesa di più sul prezzo del kWh che pagherai nei prossimi mesi.
Prezzo fisso: sai in anticipo quanto paghi
Con un'offerta a prezzo bloccato il costo dell'energia resta invariato per 12, 24 o 36 mesi, indipendentemente da come si muove il mercato. Protegge dai rincari e rende la spesa prevedibile, ma non permette di approfittare dei ribassi. Un aspetto da verificare sempre prima di firmare sono le clausole di uscita anticipata: alcune offerte fisse prevedono un costo se cambi fornitore prima della scadenza.
Indicizzato: segue il mercato, in bene e in male
Un'offerta indicizzata aggancia il prezzo dell'energia all'andamento del mercato elettrico all'ingrosso, misurato dal PUN (Prezzo Unico Nazionale) calcolato dal GME, e vi aggiunge uno spread fisso deciso dal fornitore. Quando i prezzi all'ingrosso scendono, la bolletta scende con loro; quando salgono, sale. In genere non ci sono penali di uscita, quindi resta possibile passare a un'offerta fissa se il mercato cambia direzione.
Nella pratica, l'indicizzata premia chi accetta di vedere la bolletta variare di mese in mese e riesce a tenerla monitorata; la fissa conviene a chi ha un budget rigido o semplicemente non vuole pensarci. Per capire in che fase si trova il mercato, si può seguire l'andamento del prezzo dell'energia elettrica.
Il prezzo del kWh in Italia e in Europa
Secondo i dati Eurostat sul secondo semestre 2025, il prezzo medio dell'elettricità per le famiglie europee è di 28,96 c€/kWh tasse incluse, con differenze molto ampie fra i Paesi.
L'Italia si colloca nella parte alta della classifica europea, per due ragioni strutturali. La prima è il peso delle componenti che non sono energia, dagli oneri di sistema alle imposte, che insieme superano un quinto del prezzo finale. La seconda è la forte dipendenza dal gas nella produzione elettrica: quando il gas rincara, il prezzo dell'elettricità italiana ne risente più di quello di Paesi con una quota maggiore di nucleare o di idroelettrico.
Va detto che i confronti internazionali vanno letti con prudenza: ogni Paese calcola il prezzo medio su profili di consumo e livelli di tassazione differenti, quindi due cifre vicine possono nascondere strutture di bolletta molto diverse.
Come pagare meno per ogni kWh
Poiché rete, oneri e imposte non si toccano, tutto il margine di risparmio sta nella componente energia. Le leve concrete sono poche ma efficaci.
Se preferisci farti guidare nel confronto invece di leggere una tabella di offerte, i nostri esperti sono raggiungibili al 02 8295 8099 dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 20 e il sabato dalle 9 alle 18. Per il gas il ragionamento è identico, con l'unità di misura in metri cubi invece che in kWh: la guida dedicata è quella sul prezzo del gas.
Domande frequenti sul prezzo del kWh
Nel III trimestre 2026 il prezzo di riferimento ARERA per il cliente domestico tipo è di 0,316 €/kWh tutto compreso, cioè comprese rete, oneri di sistema, imposte e IVA. La sola componente energia, quella che i fornitori pubblicizzano nelle offerte, vale 0,154 €/kWh in tariffa monoraria.
La domanda mescola due unità diverse. Il kW misura la potenza, cioè quanta energia un apparecchio assorbe in un istante; il kWh misura l'energia effettivamente consumata ed è quello che paghi in bolletta. Un apparecchio da 1 kW acceso per un'ora consuma 1 kWh, quindi costa circa 0,316 €. È la distinzione che manda fuori strada più spesso quando si legge una bolletta.
Perché il prezzo dell'offerta riguarda solo la componente energia, mentre in bolletta si sommano trasporto, gestione del contatore, oneri di sistema, accise e IVA, oltre alle quote fisse che non dipendono dai consumi. Dividendo il totale della bolletta per i kWh consumati si ottiene sempre una cifra più alta del prezzo pubblicizzato: è normale e vale per tutti i fornitori.
No, ma la parte che cambia è più piccola di quanto si pensi. Circa il 60% del prezzo finale è approvvigionamento e commercializzazione, le sole voci su cui il fornitore incide. Il resto, cioè tariffe di rete, oneri di sistema e imposte, è fissato da ARERA e dallo Stato ed è identico per chiunque.
ARERA aggiorna le condizioni economiche del servizio riservato ai clienti vulnerabili ogni tre mesi, all'inizio di ogni trimestre. Il valore in questa pagina si riferisce al III trimestre 2026. Nel mercato libero, invece, il prezzo cambia secondo quanto previsto dal contratto: mai per le offerte a prezzo bloccato, ogni mese per quelle indicizzate.
Il servizio a condizioni regolate è riservato ai soli clienti domestici vulnerabili, quindi per la maggior parte delle famiglie non è una scelta disponibile. Chi può accedervi ha un prezzo aggiornato ogni trimestre da ARERA e nessuna sorpresa contrattuale; nel mercato libero le migliori offerte possono scendere sotto quel riferimento, ma bisogna confrontarle a parità di consumo e leggere le condizioni di rinnovo.