L'allaccio del gas in breve

  • Quanto costa: da circa 150 a 350 € + IVA in condominio già metanizzato, 350-700 € per una villa con qualche metro di scavo, oltre 1.500 € se il tratto da costruire è lungo;
  • Chi decide il prezzo: il distributore locale, che pubblica i propri contributi di allacciamento seguendo i criteri dell'ARERA. Non è una tariffa nazionale come per la luce;
  • Chi installa il contatore: sempre il distributore della zona (Italgas, 2i Rete Gas o una società locale), mai il fornitore con cui firmi il contratto;
  • Quanto si aspetta: il preventivo entro 15 giorni lavorativi per lavori semplici, 30 per quelli complessi; i lavori entro 10 o 60 giorni lavorativi dall'accettazione;
  • Tempo realistico totale: circa un mese nei casi semplici, tre o più mesi quando serve scavare su suolo pubblico;
  • Se il contatore c'è già: non è un allaccio ma un subentro o una prima attivazione, che costano poche decine di euro e si chiudono in una settimana.

Allaccio, subentro o attivazione: quale pratica ti serve

È il primo controllo da fare, perché chiedere un allaccio quando serviva un subentro significa aspettare settimane per sentirsi dire che la pratica era un'altra. L'allaccio è un intervento fisico sulla rete e riguarda solo gli immobili che il gas non ha mai raggiunto. Se un contatore esiste, anche vecchio e sigillato, la pratica è più semplice e molto più economica.

Quale pratica serve secondo lo stato del contatore del gas
Situazione dell'immobile Pratica corretta Ordine di costo Tempi
Nessun contatore, la rete non è mai arrivata all'immobile Allaccio (nuova connessione) Centinaia di euro, secondo la distanza Da un mese a diversi mesi
Contatore presente ma mai attivato da nessuno Prima attivazione Oneri amministrativi Pochi giorni lavorativi
Contatore presente e chiuso, fornitura interrotta Subentro Oneri amministrativi Circa una settimana
Contatore attivo, cambia solo l'intestatario Voltura Oneri amministrativi Pochi giorni, senza distacco

Il modo più rapido per capirlo senza chiamare nessuno: cerca il contatore nel vano sul muro esterno, nel box o nell'armadietto del pianerottolo, e fatti dare dal venditore o dal proprietario una vecchia bolletta di quell'indirizzo. Se una bolletta esiste, esiste il punto di riconsegna e l'allaccio non serve. Se il contatore c'è ma nessuno ha mai visto una bolletta, chiama il distributore con i dati catastali: sa dire se quel punto è mai stato attivo.

Un'ultima distinzione che vale settimane di attesa: l'allaccio non include l'attivazione della fornitura. Il distributore posa il contatore, ma il gas comincia a scorrere solo quando hai firmato un contratto con un fornitore e la prima attivazione è stata registrata. Sono due passaggi separati, gestiti da due società diverse.

Quanto costa l'allaccio del gas

Qui il gas si comporta in modo diverso dalla luce, e conviene saperlo prima di chiedere il preventivo. Per l'elettricità il contributo di connessione è una tariffa nazionale ARERA, identica in tutta Italia. Per il gas no: ogni distributore pubblica i propri contributi di allacciamento, costruiti secondo i criteri fissati dall'Autorità, e il prezzo finale dipende dai lavori che servono davvero a quell'indirizzo.

Costi indicativi di un nuovo allaccio gas per un'utenza domestica
Scenario Costo indicativo (+ IVA)
Condominio in zona metanizzata, derivazione breve dal pozzetto stradale 150-350 €
Villa singola, scavo di 10-30 m su suolo privato o stradale 350-700 €
Immobile in zona parzialmente metanizzata, scavo significativo Oltre 1.500 €

Le voci che spostano davvero il totale sono tre, e nessuna riguarda il gas che consumerai:

  • La distanza dalla tubazione esistente: è il fattore dominante. Pochi metri dal pozzetto costano una frazione di una derivazione da trenta metri;
  • Il tipo di suolo da attraversare: uno scavo nel cortile privato è un cantiere piccolo, uno sotto l'asfalto comunale richiede permessi, segnaletica e ripristino;
  • Il ripristino del manto stradale: quando c'è, è spesso la voce più onerosa dell'intera operazione, più dei lavori sulla rete.

Ci sono poi due spese che non compaiono nel preventivo del distributore ma esistono comunque: l'impianto interno dell'abitazione, che deve essere realizzato e certificato da un installatore abilitato, e il vano per il contatore, che la normativa vuole in esterno o in un locale accessibile. L'installazione all'interno è ammessa solo con difficoltà esterne documentate.

Esempio pratico: appartamento in un condominio nuovo

Il distributore ha già una tubazione interrata nel marciapiede e il tratto da collegare è di pochi metri nel cortile. L'intervento viene classificato come semplice: il preventivo arriva entro 15 giorni lavorativi, i lavori si chiudono entro altri 10 e il costo si colloca nella fascia bassa della tabella. Al termine resta comunque da scegliere un fornitore e chiedere la prima attivazione, perché il contatore appena posato è ancora chiuso.

Il preventivo è vincolante: cosa significa

Ricevuto il preventivo hai almeno 3 mesi per accettarlo o declinarlo. Se lo accetti diventa vincolante per il distributore: non possono essere aggiunte voci di costo successive, salvo varianti che chiedi tu. È il momento in cui vale la pena leggerlo riga per riga, perché è lì che si vedono i costi di ripristino e l'eventuale quota a carico del richiedente per il tratto di rete nuovo.

Quanto tempo ci vuole per l'allaccio del gas

Ogni fase ha un tempo massimo fissato dall'ARERA, uguale per tutti i distributori. Sommandoli si capisce perché un allaccio non si chiude in una settimana e, soprattutto, dove si perde tempo: il cronometro dei lavori parte dal giorno in cui accetti il preventivo, non da quello della richiesta.

Tempi massimi regolamentati per ogni fase dell'allaccio gas
Fase Tempo massimo
Preventivo per lavori semplici 15 giorni lavorativi
Preventivo per lavori complessi 30 giorni lavorativi
Accettazione del preventivo Almeno tre mesi a tua disposizione
Esecuzione di lavori semplici 10 giorni lavorativi
Esecuzione di lavori complessi 60 giorni lavorativi

Nella pratica è prudente calcolare circa un mese per una derivazione breve dentro una zona già metanizzata, e tre mesi o più quando serve scavare in strada, perché ai tempi del distributore si sommano quelli del comune per i permessi di occupazione del suolo. Se il gas ti serve per una data precisa, il conto alla rovescia si fa dal giorno in cui vuoi dormire nella casa nuova: il calendario completo, luce compresa, è nella pagina sull'allaccio per il trasloco.

Un dettaglio che fa risparmiare settimane: il gas è quasi sempre la fornitura più lenta delle due. Se in casa servono sia luce sia gas, la pratica del gas va avviata per prima, anche se l'impianto interno non è finito.

Come funziona la procedura, fase per fase

L'iter è regolato dall'ARERA ed è lo stesso in tutta Italia. Conoscere le cinque fasi serve a capire in quale punto si è fermata la tua richiesta e quando ha senso sollecitare il distributore:

Manca un sesto passaggio che non dipende dal distributore: il contratto di fornitura. Il contatore posato resta chiuso finché un venditore non registra la prima attivazione, quindi conviene scegliere l'offerta mentre i lavori sono ancora in corso, non dopo.

A chi si chiede: il distributore della tua zona

La domanda di allaccio si presenta al distributore, non al fornitore. È la società che possiede le tubazioni, esegue i lavori e installa il contatore, e non la scegli tu: dipende dal comune in cui si trova l'immobile. Nelle grandi città operano gruppi nazionali come Italgas o 2i Rete Gas; nei comuni più piccoli è frequente trovare una società locale o municipalizzata. È anche il motivo per cui il costo di un allaccio a Lodi e a Cagliari non è lo stesso.

Per sapere chi è il distributore del tuo indirizzo hai tre strade: il numero del PDR su una vecchia bolletta di quell'immobile, se esiste; lo sportello del comune; oppure i recapiti raccolti nella pagina dei distributori locali di luce e gas. Il distributore può rifiutare la domanda solo se i lavori non sono tecnicamente o economicamente realizzabili, un caso raro nelle zone già metanizzate.

Se preferisci farti seguire nella pratica, o non sai da dove cominciare, un operatore Selectra ti aiuta gratuitamente e senza impegno al 02 8295 8099 dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 20 e il sabato dalle 9 alle 18.

Documenti necessari per l'allaccio del gas

Averli pronti alla prima richiesta è la cosa che accorcia di più la pratica: il sopralluogo viene fissato subito e il preventivo parte senza rimpalli. Serve:

  • Nome, cognome e codice fiscale dell'intestatario del futuro contratto;
  • Un documento di identità valido;
  • Indirizzo completo dell'immobile e un recapito telefonico raggiungibile, perché il distributore lo usa per fissare il sopralluogo;
  • L'uso previsto del gas: solo cucina e acqua calda, oppure anche riscaldamento. Cambia la portata da dimensionare;
  • Copia del permesso di costruire o del titolo abilitativo edilizio;
  • La dichiarazione di proprietà o il titolo di godimento dell'immobile;
  • Per un'utenza commerciale: partita IVA e dati del rappresentante legale.

Domande frequenti sull'allaccio del gas

Da circa 150 a 350 € + IVA per un appartamento in condominio già metanizzato, con una derivazione breve dal pozzetto stradale. Si sale a 350-700 € per una villa che richiede uno scavo di dieci o trenta metri, e si superano i 1.500 € quando la rete è lontana e serve un tratto nuovo in strada. A differenza della luce non esiste una tariffa nazionale: ogni distributore pubblica i propri contributi di allacciamento seguendo i criteri dell'ARERA.

In quel caso non è un allaccio, ed è la ragione per cui molte richieste tornano indietro. Se il contatore esiste ma è chiuso serve un subentro; se non è mai stato attivato da nessuno, una prima attivazione; se la fornitura è attiva e cambia solo l'intestatario, una voltura. Tutte e tre costano poche decine di euro di oneri amministrativi e si chiudono in giorni, non in mesi.

I termini massimi ARERA sono 15 giorni lavorativi per il preventivo di lavori semplici e 30 per quelli complessi, poi 10 giorni lavorativi di esecuzione se l'intervento è semplice e 60 se è complesso. Nella pratica si va da circa un mese per una derivazione breve a tre mesi o più se serve scavare su suolo pubblico. Attenzione al passaggio che dipende da te: i tempi dei lavori partono dall'accettazione del preventivo, non dalla domanda.

Il distributore che gestisce la rete nel tuo comune, per esempio Italgas, 2i Rete Gas o una società locale. Non lo scegli tu e non è il fornitore con cui firmi il contratto: il venditore ti fattura il gas, il distributore possiede le tubazioni, posa il contatore e ne è responsabile anche per la manutenzione e la sostituzione.

Si presenta una domanda di allacciamento al distributore locale, allo sportello, dal portale online, per email o per raccomandata, indicando i dati dell'immobile e l'uso previsto del gas. Non esiste un modulo unico nazionale: ogni distributore usa il proprio. Quello che conta è avere pronti i dati che verranno chiesti, cioè anagrafica e codice fiscale, indirizzo dell'immobile, permesso di costruire, titolo di proprietà e destinazione d'uso.

No, e sono due pratiche con due interlocutori diversi. Il distributore posa il contatore, ma quel contatore resta chiuso finché non firmi un contratto con un fornitore e la prima attivazione viene registrata. Conviene scegliere l'offerta mentre i lavori sono in corso: aspettare la fine dei lavori aggiunge giorni di attesa a vuoto.

No, restano due pratiche separate anche firmando un'unica offerta luce e gas. Le reti appartengono a società diverse, l'elettricità a e-Distribuzione o al distributore locale e il gas a Italgas, 2i Rete Gas o una municipalizzata, ognuna con il suo sopralluogo, il suo preventivo e i suoi tempi. Il gas è quasi sempre il più lento dei due e va avviato per primo. I costi dell'elettricità sono spiegati nella guida dedicata all'allaccio della luce.